Sileno

Giovan Francesco di Rosa, detto Pacecco
Madonna con bambino


olio su tela cm 58,5x48,5
Napoli, collezione privata


L’iconografia della Madonna con bambino consente a Pacecco di confrontarsi con il nutrito campionario figurativo prodotto dallo Stanzione e dai suoi allievi. Egli si rivela attratto dalle interpretazioni quasi affettuose di quella scuola che aveva perfezionato, in ripetute varianti di successo, il senso di intimità della scena. Il suo spirito dolce e sensibile sembra dunque già allontanarsi dalla sorvegliata attenzione formale e dalla lucida resa ottica della lezione paterna per volgere ad un linguaggio più delicato ed antimonumentale, ricco di preziosi accordi cromatici e sottili notazioni, come i luminosi tessuti bianchi e azzurri contro il fondo bruno argenteo e le labbra della Madonna tinte di un rosso vermiglio. Inevitabili i confronti con le opere mature del Cavallino, del Guarino, di Artemisia Gentileschi per gli analoghi idilli pittorici cui era indirizzato il gusto dei collezionisti privati intorno alla metà del secolo, prima che a Napoli si aprisse con Mattia Preti e Luca Giordano la nuova stagione dell’arte barocca.


Ivana Porcini

 

BIBLIOGRAFIA